Asilo del mare e del bosco: una realtà “da favola” a Montepaone e Maida (Cz), tra natura e Montessori

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Asilo del bosco e del mare, Montepaone (Cz)
Asilo del bosco di Maida e Montepaone, passeggiata in natura
Asilo nel bosco, un metodo ispirato alle migliori esperienze nazionali ed europee.

C’era una volta…un re? No, un asilo nido e dell’infanzia. L’incipit collodiano serve a rendere l’idea, un po’ favolosa ma reale, di una realtà tra il bosco e il mare, che ha per sede una casetta col tetto spiovente e l’ingresso coperto di edera. Un asilo in cui non ci sono maestri che “sgridano” per gli errori perché sanno che l’errore è maestro (sempre, ma soprattutto in età infantile), secondo l’insegnamento di Maria Montessori, così come è maestra la natura tutt’intorno, al pari delle esperienze sensoriali ed emotive gestite dagli educatori.

Asilo del mare, Montepaone

Si chiama “Asilo del mare e del bosco” e si trova in due realtà calabresi, entrambe in provincia di Catanzaro: una a Montepaone e l’altra a Maida, all’interno dell’agriturismo Costantino. Si ispira al metodo montessori e all’esperienza dell’Asilo nel bosco, realtà didattica ed educativa nata ad Ostia (Rm) ma ormai studiata e imitata in molte regioni italiane. Offre l’asilo nido Montessori per i bimbi da 0 a 36 mesi, nella sede di via Catuogno, e la materna 3-6 anni in mezzo alla natura. Il progetto si chiama B.a.c., Bambini al centro, è già consolidato sul territorio da tempo ma negli ultimi anni si è sempre più caratterizzato sulle due linee direttrici dell’ispirazione montessoriana, da un lato, e dell’educazione in natura, dall’altro.

Costruzione di una capanna
Pedagogia montessoriana e del bosco: perché sceglierla? La parola a Viviana Vitale, responsabile pedagogica del progetto.

“Abbiamo sperimentato da qualche anno l’educazione all’aperto nei contesti naturali del mare e del bosco, e visti i risultati confortanti abbiamo ormai puntato in direzione la nostra offerta educativa”, spiega la pedagogista Viviana Vitale, fondatrice e direttrice del progetto. “La pedagogia del mare e del bosco è un modello educativo in continua crescita in Europa e in Italia, e noi siamo tra le prime realtà calabresi a proporlo”, continua Vitale, che dopo aver investito anni di formazione nella pedagogia montessoriana certificata, ne ha fatto un punto di forza per tutti gli educatori della struttura. “I nostri numeri in crescita, il livello di soddisfazione dei bambini e delle famiglie, i risultati ottenuti poi dai nostri piccoli alunni alla scuola primaria, ci indicano che questa è la strada giusta per un’educazione funzionale allo sviluppo delle attitudini innate del bambino come la fantasia – come l’immaginazione e la creatività – per una reale conoscenza del mondo, di sé e dell’altro – prosegue Vitale – che necessariamente a questa età passa dalla relazione, dalle emozioni, dall’esperienza diretta, dal gioco e dalla possibilità di vivere uno spazio esterno”.

Secondo la responsabile pedagogica del progetto l’impostazione apparentemente “alternativa” si  sta dimostrando, secondo le valutazioni in atto, costantemente in grado di raggiungere gli obiettivi ministeriali contenuti nelle indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia “in una maniera tanto più efficace quanto più il bambino ha avuto modo di sperimentare con concretezza e serenità la ricchezza delle proprie capacità e abilità, grazie a quei pilastri educativi di cui parlavo prima, che sono il cardine della nostra esperienza”.

Attività con i materiali montessoriani
I bambini lavano le proprie stoviglie dopo pranzo
Attività con i numeri
Asilo nel bosco: le attività dei bambini.

Nelle foto alcune delle attività in cui sono coivolti i bambini dell’infanzia, in un percorso che li accompagna attraverso i tre anni di scuola a imparare di tutto, dal costruire una capanna fino ad arrampicarsi sugli alberi, dal selezionare e riconoscere le foglie delle diverse specie arboree fino a dipingere in libertà, socializzare in un ambiente sereno con la giusta vicinanza dell’educatore, utilizzare materiali di gioco e di apprendimento adatti a sperimentare liberamente i cinque sensi, compresi i numeri e le lettere dell’alfabeto, via via che si arriva alla fine del percorso. “Una prova della correttezza del nostro agire educativo è la felicità del bambino”, conclude Vitale citando Maria Montessori. Felicità che è alla base di ogni apprendimento reale e duraturo, perché basato sull’esperienza diretta che, passando dal cuore, diventa patrimonio stabile della struttura emotiva e cognitiva dei nostri piccoli alunni. E quindi un tesoro per il futuro.

Teresa Pittelli

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