Ancora incidenti sulla strada statale 106: un appello alla prevenzione

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E’ successo di nuovo. E se non cambiano le cose succederà ancora e ancora. L’incidente in galleria a Copanello, mercoledì scorso, fortunatamente senza vittime anche se il conducente è stato ricoverato in prognosi riservata al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, è l’ennesimo episodio di una storia che sembra non avere mai fine. Un tratto di strada pericoloso, a “imbuto”, che unisce due tratti di strada a scorrimento veloce, ad altissima intensità di circolazione, con un continuo passaggio di mezzi pesanti nonostante le dimensioni non ideali. Rispetto agli anni ’70 – quando era a senso unico di circolazione in corsia sud, mentre la corsia nord correva all’esterno – sembra quasi di aver fatto un passo indietro. E’ da allora, infatti, quando si rese necessario chiudere la nord per caduta massi, che la galleria è rimasta a doppio senso di circolazione con questa altissima intensità di traffico e senza nemmeno una corsia di emergenza. Ma è tutta la 106 jonica che, com’è noto, si è guadagnata la brutta fama di “tratto più pericoloso d’Italia”, avvalorata dalle statistiche dell’Istat. Basta pensare alla signora che ha perso la vita solo meno di venti giorni fa, attraversando la strada nei pressi della rotatoria all’ingresso di Davoli marina.

Chiaramente in queste condizioni i rischi per gli automobilisti aumentano in tutta quell’area, compreso il curvone che precede l’imbocco del viadotto, come dimostra una spoon river che si allunga ogni anno di sinistri, feriti e purtroppo anche vittime della strada. Un rischio che però, attenzione, è reso molto più probabile anche dall’imprudenza di chi guida. Imprudenza alla quale proprio in quel punto si assiste purtroppo spesso e volentieri, con sorpassi azzardati, velocità sostenuta e piccole distrazioni. Proprio un tipo di traffico come quello e una qualità della strada come la 106 – mai sistemato nonostante le recenti inaugurazioni dei tratti vicini – richiederebbe un grande rispetto dell’educazione stradale, in modo da aiutare le forze dell’ordine nel loro compito di prevenzione degli incidenti.

Non si finisce mai di ripetere che le regole che vanno rispettate sempre, anche quando non sembra necessario, sono salva-vita: osservare la distanza di sicurezza, evitare di parlare al cellulare, mantenere i limiti di velocità, non superare nei tratti in cui è vietato e in ogni caso in cui il sorpasso andrebbe evitato, sono tutte pietre miliari di una cultura della sicurezza stradale che può servire a evitare nuovi drammi della strada e alti costi per la comunità. Tenendo fermo il necessario ammodernamento di tutti i tratti ancora non a norma, con il completamento del nuovo progetto Taranto-Reggio Calabria, chiesto a gran voce anche dall’associazione “Basta vittime sulla strada statale 106” che da anni lotta la sicurezza e la viabilità di questa Regione e dei suoi cittadini.

Teresa Pittelli

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