Inizio settembre, Soverato già “chiusa” e deserta. “Le crepes? L’anno prossimo!”

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    Soverato, spiaggia dopo la pioggia. Foto di Maria Luisa Corapi

    La sera di lunedì 7 settembre 2015 ho provato a passeggiare per Soverato dalle 21 alle 23, dal lido Verdemare fino all’albergo San Domenico: Budapest dopo l’invasione del ’56 e Campovolo  dopo il 10 settembre 2005 erano più frequentate e vitali! Pochissima gente, locali chiusi, anche quelli alla moda, atmosfera da day after. Personalmente, possedendo un carattere chiuso e introverso, ho apprezzato la situazione: ristorante in fondo al lungomare illuminato ma deserto, luna park scomparso, bancarelle smontate, pizzeria e annesso bar del centro chiusi, o aperti ma vuoti; bar Morè, unica eccezione, con tutti i tavoli occupati. Lido-bar-discoteca di grido silenzioso, ristorante in riva al mare non pervenuto, lounge bar di successo chiuso. Ho provato a ordinare una crepe alla nutella e la risposta del titolare di un noto esercizio è stata : “Per le crepes se ne parla l’anno prossimo!” Mi sono chiesto se il riferimento fosse a gennaio 2016 o all’estate dello stesso anno, ma, timido come sono, non ho avuto il coraggio di approfondire.

    In quella nota località turistica chiamata Rimini, bellissima ma, ahimè, priva di mare, anche a novembre ti portano la piadina sotto casa, ma forse sono i romagnoli “quelli strani”.
    Alle due estremità del lungomare di Soverato lo spettacolo del mare e delle stelle è stato comunque meraviglioso, da rimanere senza parole, anche perché, pur volendo, non avrei avuto nessuno con cui parlare. Anche i lidi storici e alla moda mi sono apparsi chiusi, ma, trattandosi di una passeggiata notturna,  non sono in grado di relazionare sulla consistenza settembrina dei servizi balneari. La sera successiva spettacolo analogo, con l’aggiunta di varie strade senza illuminazione, come se si volesse risparmiare un po’ di energia elettrica. E oggi…finalmente piove: Giove Pluvio permette a tutti di esclamare: “Come è triste Soverato”.

    Volendo chiedersi il perché di un tale abbandono, numerose sono le possibili risposte : forse la vera movida, anche a settembre, anche nei giorni feriali, comincia solo a mezzanotte. Magari i turisti non sono stati capaci di apprezzare, anche in “bassa stagione” l’intrinseca bellezza della perla dello ionio. Oppure, dopo alcuni mesi di lavoro h24 anche gli imprenditori soveratesi del settore turismo hanno diritto di riposarsi un po’, soprattutto se gli incassi di luglio e agosto sono stati soddisfacenti. Questa strana ma, antropologicamente, interessante contiguità tra i gestori del turismo e gli impiegati del catasto andrebbe approfondita, studiata, esaminata da tutti quelli che, a orari prestabiliti, si lamentano delle opportunità commerciali  sprecate nel nostro bel comprensorio. Io, non avendo alcun titolo per giudicare o esporre teorie, posso soltanto continuare a godermi il mare fantastico, la tranquillità inebriante, il clima sufficientemente piacevole, la pioggia, perché no?, di una Soverato che, pur non essendo particolarmente cool & fashion a settembre, permette a noi indigeni di goderne, in solitudine, le bellezze … anche da maggio ad ottobre.

    Giorgio de Filippis


        
      

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