Ospedale Soverato “tagliato” ma è boom di richieste. Il 21 assise sindaci basso ionio.

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Ospedale di Soverato

Ospedale Soverato: migliaia di utenti in più rispetto ai circa 100 mila del 2014 e oltre un milione di esami in un anno: numeri da record quelli del laboratorio analisi diretto da Domenico Donato, un presidio fondamentale al quale afferiscono 13 centri prelievi da tutto il territorio, con prestazioni specialistiche tipiche delle malattie diffuse sul territorio come il dosaggio degli ormoni tirodei. Ma dove andranno a finire tutti questi esami, una volta che – come minaccia il decreto 30/2016 del commissario alla sanità Massimo Scura – il reparto diverrà solo un piccolo avamposto a supporto delle analisi dei (pochi) degenti? Dal momento il decreto prevede che i laboratori complessi siano solo tre, tutti gli esami che riguardano la Calabria centrale, dal lametino al crotonese al basso ionio, affluiranno nell’hub dell’ospedale di Catanzaro. Una prospettiva sostenibile? “Glielo dico io: è semplicemente improponibile. Questa pressione farà venir meno l’accuratezza e la qualità delle analisi, a meno che non si assumessero molti operatori in più, ma non mi sembra questo il caso”, risponde una qualificata fonte del settore che preferisce rimanere riservata.

OSPEDALE SOVERATO: +100% DI OB NEL 2016. Ore 16 del pomeriggio nel reparto di pediatria del nosocomio soveratese. La responsabile, dottoressa Teresa Ciambrone, sta visitando un ragazzino con sospetta bronchite, mentre altri attendono il loro turno. Il via vai è continuo, soprattutto nei weekend, quando diventa molto più difficile accedere ai pediatri di famiglia e talvolta la pediatria ospedaliera, a portata di mano, è un’autentica “salvezza” per le famiglie. Non è un caso che le ob, osservazioni brevi, siano aumentate del 100% nei primi mesi del 2016. Gastroenteriti, otiti, malattie infettive, broncopolmoniti, traumi sono alcune delle patologie più ricorrenti. E ci si chiede come farà ad assorbire questa fortissima richiesta un ospedale già oberato come quello catanzarese, sia pur unito all’azienda Mater Domini. Senza parlare del fatto che un pronto soccorso pediatrico è presidio basilare in un territorio turistico che in estate raddoppia o triplica la propria popolazione.

OSPEDALE SOVERATO: GINECOLOGIA SOPRA I 500 PARTI. E il paradosso delle richieste in aumento a fronte delle minacce (quasi certezze) di chiusura si ripetono di reparto in reparto fino in quello di ginecologia guidato da Domenico Perri, dove l’aumento dei parti tra il 2015 e il 2016 fa stimare che a fine d’anno dovrebbe essere raggiunta l’agognata “soglia” dei 500 fissata per il mantenimento della struttura complessa, proprio quando invece il reparto è caduto sotto la scure dei tagli decisi per decreto. Un paradosso anche se si pensa che proprio nei giorni scorsi il primario di ostetricia e ginecologia di Catanzaro (dove confluirebbero gran parte delle partorienti del territorio), Nicola Bagetta, ha lamentato carenze di organico intorno al 40% tra medici e paramedici.

OSPEDALE SOVERATO: IL 21 LA “RIBELLIONE” DEI SINDACI. Com’è possibile pensare di sopprimere servizi così indispensabili e richiesti a un’utenza che si troverebbe sguarnita di protezione in un raggio di molti chilometri, basta pensare all’entroterra, al basso ionio e alle serre, posto che non si vede una reale compensazione per la loro perdita? Tanto più nella medicina del territorio, a sua volta oggetto di tagli e ridimensionamenti e non sempre in grado di accogliere la richiesta. A questi interrogativi cercheranno di trovare soluzioni utili i sindaci del basso ionio in due riunioni fissate una per mercoledì 16 marzo, come annunciato ieri sera dal sindaco Ernesto Alecci, e l’altra per il 21 marzo, convocata su impulso della segreteria del circolo Pd cittadino guidata da Fabio Guarna. La prima sarà una riunione tecnica tra amministratori, la seconda dovrebbe prevedere la partecipazione di sindaci e cittadini, il dg dell’asp Giuseppe Perri e Franco Pacenza, delegato sanità del governatore Mario Oliverio. In entrambi casi si prevede ampia partecipazione, al di là di colore politico e divergenze di vedute, in nome della battaglia comune.

Teresa Pittelli

 

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