“Satriano: quel comizio del sindaco a suon di minacce”… Il j’accuse di uno dei contestatori

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La protesta del 20 agosto contro il "dehor" in piazza

Dopo aver perso per ko tecnico. a mio parere, il confronto pubblico sul “mostro”, con i ragazzi del movimento Satrianamente (guardare per credere: https://www.youtube.com/watch?v=Euz2J4dpAMc), il sindaco di Satriano, Michele Drosi, è tornato a fare quello che più gli piace: un bel comizio in piazza, senza quei fastidiosi dissidenti sempre pronti a ribattere. E così, domenica pomeriggio è andata in scena in piazza Monumento, a pochi passi dal gazebo che riteniamo abusivo, quello che il primo cittadino ha definito “l’annuale incontro con la popolazione”. Per dirla tutta, però, se escludiamo i suoi discepoli (vicesindaco e assessori vari) e la sua famiglia, la “popolazione” pare abbia preferito rimanere in spiaggia o sul divano a guardare Roma-Juve. Intervento, quello di Drosi, durato quasi un’ora. La prima metà è stata dedicata all’elenco delle cose fatte e da fare. Peccato che dopo otto anni in sella (e in vista degli ultimi due) i “faremo” appaiono praticamente tanti quanti gli “abbiamo fatto”: «Metteremo mano a un regolamento sui gazebi». Anche su questo punto è quantomeno lecito chiedersi perché non sia stato fatto prima di concedere “questo benedetto gazebo” nella piazza più importante di Satriano. Non a caso i volantini distribuiti domenica pomeriggio dai ragazzi di Satrianamente mettevano l’accento su quale fosse la foto simbolo del proprio paese.(https://www.facebook.com/1626582574248714/photos/a.1626733317566973.1073741828.1626582574248714/1630556583851313/?type=1).

Il clou, però, doveva ancora arrivare. E già, perché nonostante il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Satriano, l’architetto Nicola Carnuccio, come si vede nel video sposi le posizioni di Satrianamente, il sindaco ha difeso ancora una volta la legittimità del “mostro” definendolo un “gazebo amovibile”. Ed è proprio affrontando la spinosa questione del gazebo che il sindaco si è fatto prendere dall’entusiasmo facendo affermazioni che, a mio parere, non sarebbero proprie di un primo cittadino che si rispetti: “A Satriano tanti abusi sono stati fatti e né noi siamo andati a fare le pulci come amministrazione né abbiamo mandato i vigili”. Ossia, il sindaco Drosi è a conoscenza di abusi e non li ha denunciati? “È largamente risaputo a tutti a Satriano – ha aggiunto il sindaco – chi si è impadronito di qualcosa”. Anche in questo caso, una bella segnalazione ai carabinieri non guasterebbe. Anzi, in qualità di sindaco dovrebbe presentarsi in caserma e denunciare chi è o chi sono costoro che si sono impadroniti di qualcosa.

Evidentemente, però, Michele Drosi non crede nell’intervento delle forze dell’ordine e preferisce farsi giustizia da solo. Come? Con le minacce: “Si può dire che questo gazebo non va bene o che ha qualche problema solo chi ha le carte in regola. Ma chi le carte in regola non le ha non si può permettere di aprire bocca perché se quella bocca continuerà ad aprirla – ha minacciato – io porterò in piazza le carte per dimostrare gli abusi che sono stati fatti”. Ancora una volta, chiediamo al sindaco di portare in piazza tutte le carte. Non è un suo diritto, bensì un suo dovere. I satrianesi hanno, loro sì, diritto di conoscere gli abusi: siano essi sotto forma di cappelle private nel cimitero, piani aggiuntivi, tettoie ecc.. “Ho portato le carte, ma le ho lasciate nella borsa di mia moglie e ho preferito non citare nessun nome per non andare sul personale”, ha quindi affermato Drosi. Errore doppio. Innanzitutto perché se una persona commette un reato deve pagare per quello che ha fatto. E non essere ricattato in piazza dal sindaco. E poi perché non è ammissibile, in una società civile, che un sindaco utilizzi minacce personali per dissuadere i dissidenti dal chiedere spiegazioni sul “mostro” sorto in piazza Monumento, il luogo pubblico per eccellenza di Satriano.

Ma non finisce qui. Nemmeno una parola, infatti, è stata pronunciata sulla panchina rimossa “senza autorizzazione” (sempre come risulta dal video) per far spazio ai tentacoli dell’idra. Del resto la posizione del sindaco sull’accaduto è chiara: “È una panchina, mica un monumento. Si può anche decidere di ripensare l’arredo urbano”. Vero. Anzi, verissimo. Tuttavia, l’iniziativa del ripensamento dev’essere prerogativa esclusiva dell’amministrazione comunale che in nessun caso può fare proprio l’eventuale abuso di un privato e decidere di ripensare l’arredo urbano in funzione di questo. Prima di concludere, Drosi ha pure trovato il tempo per attaccare la manifestazione del movimento Satrianamente dello scorso 20 agosto (https://www.youtube.com/watch?v=Zz_wNJPG0sg), nonché di dare lezioni di democrazia: “Noi siamo democratici e per fare una manifestazione bisogna chiedere un’autorizzazione”. Peccato, però, che il sindaco si sia dimenticato di citare anche l’articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Ossia striscioni e volantini non potevano essere sequestrati, così com’è invece avvenuto (https://www.youtube.com/watch?v=dHkvorsR3JU).

Eppure, imperterrito, Drosi ha voluto “ringraziare il comandante dei vigili”. C’è da aggiungere che, secondo fonti interne, il giorno dopo il sindaco sarebbe stato avvistato in comune intento “a chiedere tutte le carte” relative alla settima generazione dei manifestanti: viva la democrazia! Intanto però resta da capire se, in occasione della presentazione del suo libro nel chiostro dell’ex convento delle suore, il sindaco abbia chiesto l’autorizzazione all’ufficio tecnico e a quello tributi, così come per l’utilizzo del logo del Comune nelle locandine di presentazione del libro (perché sarebbe quantomeno inopportuno utilizzare una struttura pubblica senza autorizzazione). Intanto ieri mattina i carabinieri hanno fatto un sopralluogo in piazza monumento assieme all’architetto Carnuccio. “Ne vedremo delle belle”, assicura Alessio Mercurio, uno dei rappresentanti di Satrianamente, che non si è voluto perdere l’evento: “C’era più gente oggi che ieri al comizio del sindaco!”.

Raffale R. Riverso

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