Soverato, Madonna Portosalvo: partita raccolta firme per celebrarla nella “sua” chiesetta.

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“A Soverato, la seconda domenica di agosto si festeggia Maria SS di Portosalvo, la protettrice dei pescatori, di coloro che si alzano nel cuore della notte e si avventurano nel mare, sfidando le onde con le loro modeste barche, nella speranza di tirare le reti piene di pesci. Questa antica tradizione, ormai componente genetica di ogni soveratese, nasce e mette radici nella sua chiesetta in via S. Martino. La petizione ha l’obiettivo di sollecitare gli organizzatori della festa a lasciare la statua della madonnina nella sua chiesa, evitando così di spostarla in parrocchia”. Questa la lettera da pochi minuti pubblicata su change.org, il sito di petizioni on line, per scongiurare l’annunciato spostamento della festa religiosa (e civile) della Madonna di Portosalvo dalla tradizionale sede di via S. Martino nella parrocchia di piazza Maria Ausiliatrice. L’iniziativa della raccolta firme è partita da un gruppo di cittadini, ideatori della pagina facebook “Noi soveratesi vogliamo la nostra Madonna di Portosalvo nella sua chiesa“. Tra i primissimi firmatari si notano anche Elisa Giampà, responsabile del gruppo fb, e Pino Chiaravalloti, nuovo vicepresidente della pro-loco, entrambi promotori del recente ritorno della festa di S. Giuseppe lavoratore.

“Questa antica festa appartiene ai soveratesi, nasce e mette radici nella sua chiesetta. Senza polemiche vogliamo esprimere il nostro pensiero: la statua della Madonna non può essere spostata in parrocchia”, spiegano i ragazzi del gruppo fb. Tra gli utenti e i commentatori anche alcuni pescatori. “E’ un patrimonio, non possono portarci via questa tradizione secolare, è come se dovessero far traslocare la statua la festa dell’Addolorata in marina”, osserva uno di loro. E continua: “La Madonna di Portosalvo è la nostra protettrice, ci prepariamo un anno intero a questa festa e forse molti non lo capiranno, forse alcuni rideranno ma non si tratta di uno semplice spostamento, si tratta di togliere dignità a una Soverato secolare, di togliere il sorriso a una festa e di fare solo e soltanto commercio. Io sono pescatore da generazioni e sentiamo questa festa nel cuore”.

La dedizione alla Madonna di Portosalvo, che nasce dalla narrazione di un miracolo ricevuto dal capitano di lungo corso Rocco Caminiti, che trovandosi in pericolo di naufragio chiese l’aiuto della Madonna, promettendo ex voto solenni festeggiamenti ogni anno e l’edificazione di una chiesa in suo onore, è molto sentita tra i cittadini di Soverato, pescatori in primis che ne hanno fatto la loro protettrice. Ma non solo. Anche molti turisti, visitatori e fedeli del comprensorio accorrono ogni anno per assistere alla suggestiva processione a mare, che parte proprio con “l’uscita” della Madonna dalla chiesetta di Portosalvo di via S. Martino, dove tradizionalmente si svolgono anche le celebrazioni religiose e civili che precedono la domenica, clou della festa.

Indipendentemente dalla validità o meno delle ragioni dello spostamento in parrocchia, deciso dal Comitato festa Maria Ss. di Portosalvo, la mobilitazione generale di queste ore fa pensare a un forte attaccamento della comunità a una tradizione frutto di devozione popolare. Devozione evidentemente molto legata anche al luogo “simbolo” della festa, e non solo al culto mariano, luogo identificato come la “casa” della Madonna di Portosalvo. Questo il punto di vista di chi – la stragrande maggioranza dei cittadini di Soverato e del comprensorio- sta contestando la decisione. Si resta aperti e disponibili ad accogliere punti di vista e motivi diversi.

Teresa Pittelli e Victoria Asturi

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