Soverato, Maria S.S Addolorata 2016 momento per momento. Con un pensiero a Mirko (gallery).

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Partecipazione, commozione, successo sono state anche quest’anno le parole d’ordine della festa di Maria S.S Addolorata. Novità assoluta e alla portata di tutti è stata la ristrutturazione del muro sottostante la Chiesa matrice all’insegna di un ritorno alla pietra originaria. “Una settimana piena di eventi culturali” come ha tenuto a precisare il prof. Ulderico Nisticò, ha contribuito alla riuscita della festa. Si è partiti lunedì 12 con La gioia nel dolore, storia di colei che visse la gioia nel dolore della fede, a cura della Compagnia dei Sognattori, seguita martedì 13 da un incontro culturale su L’architettura e la Pietà del Gagini. Mercoledì 14 invece è stato dedicato tutti ai bambini, con la gara podistica suddivisa in tre categorie. La premiazione è avvenuta la sera a cura di don Giorgio Pascolo e del sindaco Ernesto Francesco Alecci che a loro volta sono stati “premiati” con due medaglie da due piccole atlete.

Ad arrivare primi sono stati tre maschietti, ma le femminucce non sono state da meno classificandosi seconde, inoltre è stata premiata anche la bambina più piccola come partecipante alla gara. Ad animare la serata prima della premiazione è stata Comare CicalaGiovedì 15, giorno di festa, chiusura per tutti gli uffici mentre la banda U.Pacicca ha allietato le vie del Borgo e della Marina in mattinata. La sera alle 21 la proiezione de La donna vestita di nero a cura di Vittoria Camobreco, reportage con l’ultima intervista a Rosaria Chiefari, emblematica figura di “donna di lutto” spirituale. Venerdì 16 grande successo dei Notte Battente e Lisarusa, gruppo folk di Guardavalle. Durante le serata i cantanti hanno voluto fare una dedica di pronta guarigione a Mirko Sangiuliano, giovane adolescente di Soverato Superiore che sta attraversando un delicato e importante momento della sua vita all’ospedale di Catania. La serata folk ha avuto grande successo sulle note di “cioparella” che ha fatto ballare anche i partecipanti più “legnosi” e riluttanti.

Sabato 17 a portare la loro musica e la loro tradizioni sono stati i Tamurria con la pizzica salentina, e le due scese dal palco per far ballare le persone a ritmo di taranta. il gruppo ha aperto il concerto lanciando un appello riguardo la sicurezza della S.S 106, con un pensiero che non è potuto non andare alla recente e prematura morte della giovane Francesca Bressi, deceduta sabato mattina dopo essere stata coinvolta nell’incidente di S. Caterina che ha già mietuto altre tre giovani vittime che viaggiavano in auto con lei, tutti ventenni di Badolato (Cz).

A occuparsi delle serate musicali è stato Teo Sinopoli con la sua agenzia Xenia: “Siamo riusciti a combinare due generi musicali che si avvicinano molto alla nostra tradizione seppur differenti tra loro, pizzica e tarantella. Il mio semplice impegno vuole significare che bisogna partecipare in qualsiasi modo per portare avanti le tradizioni dei nostri avi”, ha commentato Sinopoli. La festa si è conclusa il 18 settembre con il gran concerto bandistico U.Pacicca di Soverato diretto dal M° Luigi Tedesco. Non solo marce nel programma, ma anche pezzi di Domenico Modugno durante ai quali si è potuto ammirare la gran voce della soprano Eleonora Pisano.

Domenica 18 santa Messa solenne celebrata da don Giorgio Pascolo, don Antonio Talotta, dal padre guardiano dei Capuccini Giovanni Frappiero e dal diacono Giovanni Lauria. La messa ha avuto inizio con la lettura della preghiera d’affidamento della Città di Soverato alla Madonna Addolorata da parte del sindaco, e l’accensione del cero. Alecci ha voluto approfittare del momento per una riflessione sulla misericordia e sul perdono: ”Non serve venire a fare tante denunce in Comune per un muro o per una strada irregolari, quando poi si lascia a digiuno chi ci è vicino”, ha detto il primo cittadino. Discorso molto simile nell’omelia del padre guardiano, che ha ripreso più volte la figura di S. Francesco, asserendo di considerare peggiore chi va in chiesa e uscito fuori inizia a spettegolare rispetto a chi magari ci va di rado ma si comporta bene. Una celebrazione molto toccante anche grazie ai canti della Schola Chantorum diretta dalla maestra Anna Tropea, che con cura e dedizione ha preparato i suoi componenti. Le celebrazioni sono proseguite nel pomeriggio con la processione allietata dalla banda Pacicca e rallegrata dal tocco di colore delle tante sciarpe raffiguranti la Madonna Addolorata.

Soddisfatti ed emozionati sia i componenti dell’amministrazione comunale come la consigliera con delega alla scuola e al personale Daniela Prunestì, che i componenti del Comitato festa come Gianni Melia e Giuseppe Castanò. “Un’esperienza che non si può spiegare ma solo vivere, mancheranno le serate a riunirci ma so che sarà solo un momento di riposo per poi fare le cose ancora più in grande, voglio cogliere l’occasione per invitare l’intera popolazione a partecipare, la festa dell’Addolorata è di tutti”, hanno commentato Melia e Castanò; mentre è il professore Ulderico Nisticò a ribadire: ”Bisogna far capire alle persone che questa è la vera e sola festa patronale e non la sagra “da malangiana china”. D’accordo Alecci, che ha annunciato: “Dall’anno prossimo vorremmo fare la StraAddolorata proprio per dare quel significato che molte persone ancora non hanno capito, creare sinergie per far si che diventi la festa per eccellenza, la più importante”. I festeggiamenti si sono conclusi con la “riffa dei papatoli” (incanto delle paste votive con alcune torte rappresentati anche l’effigie dell’Addolorata) e i fuochi d’artificio durati circa mezz’ora.

Testo, foto e video qui sotto a cura di Victoria Asturi

 

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