Soverato, rifiuti, ditta Mea. Ernesto Alecci risponde alle domande dell’Esuberante.it.

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Ernesto Alecci, sindaco di Soverato (in secondo piano il responsabile finanziario Paolo Macrina)

Dubbi e critiche è legittimo che restino. Soprattutto sul ruolo della ditta Mea negli scorsi anni, quando il servizio porta a porta non si avviava ma neanche la differenziata di prossimità, con percentuali bassissime di raccolta differenziata da parte della città. Ma anche sul ruolo attuale della ditta per quanto riguarda spazzamento e pulizia stradali ed ex oneri di sicurezza. Il sindaco Ernesto Alecci ha comunque risposto a ogni domanda, comprese quelle relative a questi aspetti. E si mostra fiducioso sul fatto che “da oggi la città sarà più pulita”, oltre che soddisfatto dai primi risultati del servizio porta a porta avviato a giugno.

Domanda. Sindaco Alecci, si è parlato in questi giorni di città sporca, con varie foto che hanno invaso i social. Lei ha puntato molto nelle sue risposte sull’inciviltà della gente e addirittura su una presunta maleducazione dei ragazzi nella zona “movida” dell’Ippocampo. Non crede che sia un discorso troppo facile e ci siano invece responsabilità da parte della ditta che i cittadini pagano per pulire? E del Comune che deve controllare, semmai “educando” la ditta a svuotare i cestini ogni giorno?

Risposta. Io devo confermare che c’è molta inciviltà e anche ineducazione in tanti giovani. E le garantisco che i cestini sul lungomare e in zona marina vengono svuotati ogni mattina con un mezzo apposito, salvo essere immediatamente riempiti di nuovo da gente che, non vista, vi getta di tutto, comprese buste dell’immondizia.

Lei ha appena annunciato che da oggi sei nuovi operatori puliranno la città. Da un lato può far tirare un sospiro di sollievo, dall’altro invece può risultare assurdo che il Comune, e quindi i cittadini, debbano farsi carico di nuove spese per personale, quando invece è la ditta che deve per contratto spazzare e pulire.

I sei netturbini vengono pagati dal Comune con un sistema di voucher, per una spesa totale di circa 5-6 mila euro che è minima se si pensa ai costi complessivi del porta a porta e della rsu. Alla ditta è stato richiesto di offrire con gli stessi 800 mila euro di prima un servizio che ora le costa molto di più, in termini di uomini e mezzi. Non c’è dunque alcuno scandalo nell’aiutare la città, nell’ambito della sovra-produzione estiva di rifiuti, con un’integrazione di operatori ecologici. Tanto più se si pensa che i risparmi in discarica già a giugno hanno superato i 45 mila euro e ad agosto saranno verosimilmente sui 50 mila.

Alla ditta viene però anche “concesso”, come da “verbale di concordamento” per rimodulare il contratto e avviare il porta a porta, di diminuire eventualmente lo spazzamento. E vengono inoltre conteggiati nel quadro economico circa 400 mila euro di ex oneri per sicurezza che l’ente stesso aveva stabilito come “non dovuti”. Non sono tutte anomalie, visto che paghiamo il servizio con tasse salate?

Queste disposizioni rientrano in un accordo che la ditta ha accettato pur partendo con il coltello dalla parte del manico, ovvero un progetto di raccolta di prossimità (con i cassonetti in strada, ndr) che da capitolato era l’unico al quale era obbligata. Di conseguenza, al contrario di quanto lei afferma, la ditta sta compiendo un grosso sforzo. Basta pensare che da statistiche il porta a porta costa ai Comuni, compresi quelli limitrofi, in media 100-130 euro ad abitante, mentre a Soverato, dove in estate la popolazione triplica, lo si sta facendo con non più di circa 80 euro pro capite. Se non si fosse avviato il porta a porta avremmo rischiato una situazione allucinante, peggiore di quella dello scorso anno. Abbiamo preferito questa trattativa a una risoluzione contrattuale alle soglie dell’estate.

Cosa dice dei problemi ancora da superare? Campane di vetro in strada? Raccolta dell’organico da intensificare secondo molti residenti?

Sono tutte cose sulle quali si può ragionare. Per il vetro si potrebbe optare per la raccolta domiciliare, anche se lo step per adesso è solo allo studio. La città stamattina è stata ripulita interamente e d’ora in poi andrà meglio che negli scorsi giorni. Quanto alla fiera di S. Anna, gli operatori sono diversi da quelli del mercatino settimanale che stanno invece seguendo bene le nostre direttive. Ogni anno la fiera ha causato qualche disagio e richiesto almeno 48 ore di pulizia, solo che prima non c’era facebook!

A proposito di facebook, lei spesso vi passa da eroe, con tifosi pronti a osannarla e aggredire chi critica fuori dal coro, come avvenuto nelle scorse ore per quanto riguarda appunto la pulizia della città. Questa cosa la gratifica o è forse un po’ eccessiva sul fronte del diritto di parola e del confronto civile tra opinioni diverse?

Le critiche io le accetto tutte specie se costruttive. L’importante è che siano fondate su dati oggettivi, altrimenti chiunque si alzi e spari a zero, grazie a facebook, può causare a una cità danni di immagine un tempo inimmaginabili. E il livello del dibattito rischia di non inquadrare in modo corretto i termini delle questioni di cui si parla.

Anche sulla stampa all’ultimo consiglio comunale ha avuto da ridire in merito all’ordinanza di deposito rifiuti.

Il collegare quell’ordinanza alle criticità legate all’abbandono di rifiuti in strada non era esatto, perché le criticità sono del sistema regionale degli impianti, bloccati proprio in questi giorni di sovrappopolamento. Una situazione che costringe qualunque primo cittadino a tutelare la popolazione, autorizzando la ditta a depositare nei cassoni l’indifferenziata, non potendola conferire in impianto.

Questo problema però non si porrebbe con una raccolta differenziata ottimale.

Le assicuro che se gli impianti non funzionano il problema si riproporrà sempre. E comunque in proposito usciranno la prossima settimana le prime percentuali di raccolta differenziata su Soverato, che mostrano risultati più che buoni, superiori al 60%.

Teresa Pittelli

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