Trasversale delle Serre, raccolta differenziata…e poi non dovrei credere alla Befana?

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    Foto www.aciclico.com

    Ti aspetto con ansia ogni anno, ti aspetto trattenendo il respiro, infilandomi sotto le coperte sin dalle prime ore della sera, ti aspetto con la convinzione che Tu verrai… puntuale come al solito,  a cavallo della vecchia scopa e con un enorme sacco di regali per me e per tutti i “bambini” che conoscono e apprezzano il tuo laborioso e preciso lavoro nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio di ogni anno.
    Ormai quasi non serve più la letterina: so già che, comunque, non riuscirò ad essere buono per tutto l’anno e Tu hai ampia conoscenza dei miei difetti e dei miei desideri. Le figurine dei calciatori non possono mancare (anche se la Panini se la sono comprata i cinesi), le caramelle “Rossana” e mou insieme al cioccolato nocciola e gianduia, neppure. Ma noi, io e tutti quelli come me, stiamo con il naso all’insù ed il cuore che batte  impazzito perché sappiamo che Tu sai unire alla concretezza pragmatica una indiscutibile eccentricità fantasiosa capace, come una bella aurora boreale, di far sognare  anche coloro i quali, per il lungo trascorrere del tempo e per la cruda rudezza della vita, a volte temono di non riuscirci più …

    Certo a volte sei stata un po’ eccessiva : quando chiesi una ragazza per andare a ballare mi hai portato una moglie; quando quelli della generazione di mio padre anelavano a dei soldatini hai portato una guerra, addirittura mondiale; quando in grande numero  abbiamo invocato dei politici onesti, hai invaso il territorio con Andreotti, Tanassi, Rumor, Bossi, Craxi e Bertinotti. Quando le aspettative di tutti riguardavano profondi cambiamenti cosmici, hai portato il buco dell’ozono, e dopo , parecchio dopo, la richiesta di un bel trenino hai consegnato i bolidi Swing sulla tratta ionica. Però Tu resti la Befana, una delle donne più amate dell’Universo.

    Non sarai bellissima, ma sai essere intrigante e affascinante, sai promettere e mantenere, almeno in parte gli impegni presi, sai far volare gli animi semplici chiedendo soltanto una cosa: credere in te! E allora, penso, se ho dato per scontato che l’Uomo abbia calpestato il suolo lunare, se ho annuito convinto al cospetto di chi prometteva la pronta realizzazione della trasversale delle serre, se ho pensato che la raccolta differenziata dei rifiuti a Soverato potesse diventare una realtà tangibile … per quale motivo dovrei rifiutarmi di credere alla Befana?! Anzi, voglio credere alla vecchietta volante che porta doni, innanzitutto perché in una maniera o in un’altra sono dieci lustri che trovo, ogni mattina del 6 gennaio, la mia calza piena, e poi perché sono convinto della profonda verità delle parole pronunciate da una mia vecchia amica che amava andare a ballare, almeno fino a mezzanotte : “I sogni son desideri di felicità, nei sogni quello che speri diventerà realtà. Tu sogna e credi fermamente, dimentica il presente, e il sogno realtà diverrà!”. Ti aspetto anche questa volta, l’agitazione è quella consueta, il camino della mia casa si riconosce perché ha accanto un Babbo Natale lampeggiante … So che non mi deluderai, come da sempre non deludi tutti i bambini, di qualsiasi età, che credono nella Befana 365 giorni all’anno, non soltanto per una notte ma per sempre.
    Grazie di esistere! 

    Giorgio de Filippis

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