Soverato (Cz), un fiume di gente per Catia. Il sindaco: “La città è con te e vuole giustizia” (fotogallery).

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“Giustizia per Catia, Catia sei con noi, Catia non mollare” è stato l’urlo del corteo al quale hanno partecipato ieri sera – sorprendendo gli stessi organizzatori – quasi un migliaio di persone in una lunga e composta fiaccolata che si è sfilata da Piazza Roma a Soverato Superiore per camminare su tutte le vie principali della città e concludersi in piazza Maria Ausiliatrice a Soverato Marina. Una fiumana di gente che ha chiesto giustizia per una figlia amatissima di Soverato, la giovane Catia Viscomi, entrata in coma nel corso di un cesareo la notte del 7 maggio 2014 e rimasta in quello stato da un anno e mezzo, senza aver mai visto il suo bambino, mentre in Tribunale a Catanzaro si prospetta l’eventuale archiviazione del procedimento per accertare le responsabilità mediche e amministrative. Archiviazione chiesta dal pm all’udienza di ottobre ma alla quale i familiari si oppongono. E ora sanno di non essere soli.

1 - 13-11-2015 - Fiaccolata Giustizia per Catia - Nella foto il fratello e il marito
Da sin., il marito di Catia, Paolo Lagonia, e il fratello Giuseppe Viscomi

In prima linea a tenere lo striscione raffigurante l’immagine di Catia il marito Paolo Lagonia, la mamma Franca, i fratelli Giacomo, Domenico e Giuseppe, i nipotini. Accanto a loro il popolo i Soverato ma non solo: in tantissimi sono arrivati da Catanzaro e dal comprensorio, c’erano delegazioni dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, associazioni come la Solidales con il presidente Saverio Candelieri, preside dell’istituto salesiano del quale Catia è stata brillante allieva, prima di laurearsi in medicina e diventare medico e oncologa apprezzata dai suoi pazienti per le sue doti umane oltre che professionali. Ad aprire il corteo, non a caso, il direttore dei salesiani don Gino Martucci, che insieme a don Giorgio Pascolo, parroco di Soverato superiore, ha invitato tutti a pregare per Catia e per la famiglia che sta provando tanto dolore nel vivere questo lungo dramma. Don Giorgio ha invece ricordato di aver visto crescere Catia fino al giorno del suo matrimonio, rievocando il tema del calvario come quello passato da Gesù nella sua ”passione”.

E alla fiaccolata per dare un po’ di luce e speranza, verità e giustizia alla giovane mamma, hanno partecipato tantissimi bambini, camminando con compostezza per tutti i chilometri che separano piazza Roma da piazza Maria Ausiliatrice, come comprendendo la gravità del momento pur non conoscendo con esattezza l’accaduto. A garantire la sicurezza la polizia municipale, i carabinieri con il maresciallo GiDi Cello  e l’Associazione volontari dei carabinieri. Durante il cammino c’è stato un momento di silenzio e riflessione innanzi il cavalcavia denominato ”Chilometro” dove si trova la statua di San Gerardo, santo al quale è devoto il borgo così come la mamma di Catia. Immancabile, infatti, anche la partecipazione delle suore Gerardine e delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

La preghiera per Catia
La preghiera per Catia

Davanti alla Chiesa parrocchiale di Soverato marina, dove il corteo ha raggiunto la massima partecipazione con l’adesione in massa dei ragazzi dell’oratorio, don Gino ha ricordato il vero significato della serata, con la recita di una preghiera creata dal comitato appositamente per Catia. Toccante, poi, il silenzio che si è fatto per ascoltare le poche ma intense parole di mamma Franca, stanca e straziata ma ancora determinata e fiduciosa nell’intonare ”Vieni Gesù con me, sola non mi lasciar, veglia su Catia, non abbandonarmi”. Don Gino ha concluso chiedendo a tutti una preghiera per Catia una volta tornati a casa, per “Catia che aspetta un soffio di vita”. Ringraziando chi si è mobilitato per organizzare la fiaccolata, un comitato spontaneo di persone e amici del borgo con la grandissima umiltà di non comparire mai a livello personale, don Gino ha concluso dicendo: “Il Signore non lascerà le nostre preghiere inascoltate”.

Importante l’intervento del sindaco di Soverato Ernesto Alecci, presente con tutta l’amministrazione per tutto il percorso della fiaccolata. “Il senso di impotenza come uomini davanti a queste situazioni più grandi di noi non può che invitarci tutti alla preghiera e alla fede, ma come sindaco ho il dovere di dire che sono situazioni che non devono accadere”, ha detto Alecci. “Noi non abbandoneremo la famiglia – ha concluso – alla quale vanno la nostra vicinanza, collaborazione, e sostegno perché sia fatta giustizia per Catia”. 

Victoria Asturi e Teresa Pittelli (foto Oreste Montebello)

 

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