“A Soverato famiglie in disagio estremo”. E in tanti aderiscono al pranzo di Natale in Comune.

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Da sin. Moscetta, Alecci e Fazzari

Locandina Natale a tavola insiemeCirca cento famiglie a Soverato sono in condizioni di notevole disagio economico e una quindicina è alle prese con il disagio estremo, che non permette di pagare l’allaccio della luce o del gas né di comprare i buoni mensa della scuola, agevolati per le fasce deboli. “Non li comprano perché il blocchetto è da 25 euro e non riescono a metterli insieme”, spiega Ernesto Alecci, sindaco di Soverato, nel corso di un incontro tenuto oggi in Comune per presentare il progetto Natale: a tavola insieme che mette insieme l’ente, la comunità di S. Egidio e il liceo scientifico Guarasci per allestire un insolito 25 dicembre in sala consiliare, dove sarà offerto il pranzo di Natale alle persone bisognose che desiderano trascorrere in compagnia quella giornata.

Circa venti le adesioni già arrivate in Comune, e la notizia è che solo in tre casi sono persone o famiglie straniere: l’85% di coloro che si presenteranno per il pranzo natalizio è di Soverato o del territorio. “Questo grido di allarme voglio lanciarlo invitando anche le associazioni a supportarci, ad esempio adottando un buono pasto ciascuna: con un euro al mese, una ventina di associazioni soveratesi può assicurare i pasti almeno a uno di questi bambini in stato di povertà assoluta”, prosegue Alecci, senza nascondere che il dato dello stato di bisogno della popolazione rappresenta anche la risposta alle polemiche dei giorni scorsi sul concetto di beneficenza-elemosina contrapposto a quella di sviluppo-occupazione (si veda commento in basso al nostro articolo relativo al progetto Insieme si può). “Non sono concetti contrapposti, il bisogno di trascorrere queste feste più serenamente grazie alla generosità della comunità è un bisogno reale, non immaginate quanto”, ha ribattuto il sindaco, invitando Sara Fazzari, assessore alle politiche sociali e promotrice di questi progetti, ad andare avanti così. Insomma, servono sì politiche di sviluppo e valorizzazione del territorio che inneschino circoli virtuosi occupazionali. Ma intanto si può alleviare un bel po’ di sofferenza. Questo in sintesi il messaggio di Alecci e Fazzari; quest’ultima ha tenuto a precisare che “non si sognerebbe mai di mortificare persone bisognose con iniziative degradanti, perché la voglia di stare insieme viene da loro, anzi a chiedere del pranzo natalizio sono stati proprio i bambini”.

A incoraggiare l’amministrazione sottolineando il ruolo di Soverato come apripista in Calabria di un’iniziativa del genere è stato Alex Moscetta, responsabile nazionale Comunità di S. Egidio. “Le parole chiave di questa giornata saranno gratuità, disponibilità, famiglia, perché offriremo un posto familiare a bambini che non lo hanno – proprio come non lo aveva Gesù Bambino – e poi festa e coinvolgimento perché è bene che vengano quante più persone ne sentano la necessità e la voglia”, ha chiarito Moscetta, annunciando che qui a Soverato si faranno altre iniziative con la comunità di S. Egidio. Quel giorno, quindi, ci sarà spazio anche per il gioco e il divertimento, oltre al fatto che sarà servito un pranzo completo, complice la collaborazione dei ragazzi del liceo scientifico Guarasci, con la professoressa Emanuela Pennacchi a fare da trait d’union con S. Egidio, e poi la Parrocchia, che ha aderito con entusiasmo attraverso il parroco don Pasquale Rondinelli, le suore Fma e l’associazione Unitalsi.

Teresa Pittelli (ha collaborato Victoria Asturi)

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