Sport acquatici e la “scuola” Seminaroti: ecco cosa occorre a Soverato

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Sono un “allievo di Antonio Seminaroti”. E appartengo alla sua Scuola, con la S maiuscola, anche per quanto riguarda l’Università del windsurf, del Tae Kwon Do e l’Università della vita. Antonio è stato il classico Maestro di vita dentro e fuori la palestra, dentro e fuori l’acqua ha insegnato a me ma anche a tanti altri suoi seguaci la disciplina sportiva, il rispetto degli altri, e soprattutto il rispetto del mare.
Concordo con Antonio che Soverato, posto di mare manca di strutture adeguate a pratiche sportive. Anche il Circolo Velico e la Lega Navale Italiana hanno le loro responsabilità. Son diventate circoli elitari per pochi.

Anni fa, quando uscivamo a mare anche in Inverno sognavamo anche una semplice baracca per ripararci dal freddo dopo una giornata in acqua, ricordo ancora il papà di Alessandro Sinopoli (massimo rispetto anche per lui) che ci portava il thermos con del the caldo, mentre guardavamo il mare accendersi di tanti colori quanti erano quelli delle vele. Poi arrivò la guardia costiera che anziché incoraggiare le pratiche marinare – e magari educare i giovani al rispetto delle regole – erano lì pronti a tirar fuori il blocchetto per farci un verbale perché si arrivava a riva (quando non c’era nessuno e non si correva alcun pericolo). Ecco tutti questi elementi hanno fatto abbandonare lo “sport” di Soverato e forse non hanno fatto avvicinare i giovani alla vela e al windsurf. Il nostro mare dovrebbe esser pieno di vele (windsurf o derive) già a partire da marzo, se non tutto l’anno.

Lasciatemi anche aggiungere altre due cose che a Soverato mancano: innanzitutto uno scivolo a mare, un posto che chi ha una barca, sia essa un gommone o una barca a vela, possa utilizzare per la messa in acqua con il carrello, poter arrivare vicino all’acqua, lasciare la barca e parcheggiare il carrello o la macchina nel rispetto delle regole. Questo potrebbe essere anche un’incentivo ai possessori di barche a vela e’o a motore per poter vivere il mare. In secondo luogo una serie di corsie in acqua (pubbliche, comunali) per l’approdo alla spiaggia o per partire in tutta sicurezza dalla spiaggia. Sono pochissimi o forse nessuno i lidi che offrono questo servizio (a parte il circolo velico e il Marina Blu a Montepaone Lido non ne ricordo altri), servizio che sicuramente avrà un costo che però potrebbe essere azzerato o abbassato per permettere ai concessionari di offrirlo.

Basta poco. Ma quel poco da noi diventa uno scoglio insormotabile.

Gianluca Coluccio

European Commission, Bruxelles – DG Ricerca

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