Gasperina, disoccupato vive di stenti in casolare senza luce, gas e finestre. Come aiutare Francesco?

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L'interno dell'abitazione del sig. Mazzotta

Francesco vive in condizioni assurde a pochi passi da noi.

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L’esterno del casolare

Basta essere disoccupato, perdere gli affetti più cari e venir sopraffatti dalla depressione per finire a vivere in condizioni poco umane? Questa la domanda che si impone ascoltando la storia di Francesco Mazzotta, cinquantasettenne di Gasperina, e andando a vedere dove e come vive, in contrada Militì tra Montepaone e Gasperina (Cz). Sarebbe meglio dire che Francesco sopravvive, grazie a qualche gesto di carità della comunità, ma abita in un casolare sempre più in rovina, senza finestre con infissi, buchi evidenti nelle mura esterne e un tetto rovinato, all’interno del quale entra tutto il freddo dell’inverno così come la calura estiva. La corrente elettrica è staccata già da anni, a causa del mancato pagamento delle bollette. E Francesco è costretto a consumare solo pasti freddi, scatolette o panini, lavandosi come può con l’acqua gelida.

Come ha fatto Francesco a ridursi così?

Porte e finestre senza infissi e pericolanti

Ma come e perché un cittadino nato e cresciuto qui, conosciuto e rispettato, finisce a ridursi così? La storia di Francesco, sulla quale già due anni fa aveva acceso i riflettori il collega Gianni Romano facendola conoscere a tutti, è lunga e un po’ complicata. Carpentiere e manovale, a Francesco viene diagnosticato qualche anno fa un disturbo ansioso depressivo, al quale si aggiunge una cardiopatia ischemica. Condizioni certificate che gli sono valse il riconoscimento dell’invalidità al 50% da parte della commissione invalidi dell’Asp, che circa tre anni fa ha accertato la permanente riduzione della sua capacità lavorativa. Difficoltà, queste, tenute a bada finché Francesco viveva con la mamma Teresa, ma via via venute a galla con drammaticità dopo che l’anziana donna è venuta a mancare nel 2007. Una scomparsa seguita a quella della sua compagna Irene, nel 2006, a soli 42 anni per un tumore. Dopo la morte delle due donne, Francesco a poco a poco si è lasciato andare. Non è riuscito a portare a casa quanto bastava per pagare le bollette, né per far fronte ai lavori di manutenzione del vecchio stabile in pietra.

Come possiamo aiutare Francesco?

A parte le condizioni terribili in cui è costretto a mangiare, dormire e passare il suo tempo, il problema di Francesco è anche la solitudine e la sensazione di abbandono. Una doccia, un pasto caldo, un aiuto saltuario, sono “manne dal cielo” che ogni tanto piovono da vicini e paesani, ma non bastano ad assicurargli una vita decente. Francesco è inoltre in cura al Centro di salute mentale di Montepaone, dove si reca quando può. Il suo unico rifugio sicuro è l’autorimessa del cugino Ciccio Paparo a Montepaone marina, dove va quasi ogni giorno aiutando come può. Quello di cui avrebbe urgente bisogno Francesco è una sistemata alla casa, il riallaccio della luce e del gas, un piccolo reddito di sostentamento. Aiuti troppo difficili da sostenere da parte delle istituzioni? Lo chiediamo a Gregorio Gallello, sindaco di Gasperina che segue la vicenda da qualche anno e si è subito reso disponibile per parlarne. “Non è una situazione facile e il mero assistenzialismo purtroppo non basta perché si torna presto punto e accapo. Abbiamo da poco firmato con Francesco la richiesta per il reddito di inclusione che gli consentirà un piccolo assegno mensile per 18 mesi, a patto di seguire un percorso di welfare attivo con i servizi sociali. Essendo un ultra 55enne senza lavoro dovrebbe risultare tra i beneficiari. Abbiamo inoltrato la domanda e spero di avere presto buone notizie”, spiega Gallello. Il riallaccio (e successivo pagamento) della corrente e i lavori alla casa, invece, sembrano un punto dolente non essendoci fondi comunali per far fronte alle cifre richieste.

A questo punto solo una gara di solidarietà, che passi magari anche da canali istituzionali, associazioni e imprese (del settore edile e non), oltre che dai media, ad esempio con un conto corrente vincolato e un’interlocuzione con l’Enel, potrebbe aiutare Francesco a risollevarsi almeno un po’.

Teresa Pittelli

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