Libera scelta vaccinale, la marea di genitori a Roma ignorata dai tg. Ecco le loro storie.

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Piazza S. Giovanni a Roma

I genitori sono stati il cuore pulsante della manifestazione che sabato scorso ha portato a Roma circa 20 mila persone, nella totale indifferenza della maggior parte dei media, salvo poche scarne eccezioni, e di tutti i tg italiani. Chissà perché poi a fare paura sono loro, genitori e bambini, tanto da doverli addirittura oscurare. Se raccontano corbellerie, se chiedono cose inutili o sbagliate, basta rispondere, spiegare, dimostrare con dati alla mano dov’è l’errore che sabato pomeriggio li ha portati da tutta Italia in piazza S. Giovanni, a Roma, a prendere pioggia, a sbattersi a proprie spese tra treni, pullman e una metropoli blindata per la presenza (casuale?) di altre tre manifestazioni.

Guarda la testimonianza di Barbara, una mamma del Comitato libera scelta Calabria

“Siamo noi il vero popolo della famiglia”, ha constatato David Gramiccioli che ha moderato gli interventi sul palco. Il giornalista ha premesso che alcuni esponenti politici avevano aderito alla manifestazione e volevano parlare, ma che alla fine – poiché rappresentavano una sola parte e dunque in assenza di bilanciamento elettorale – si è preferito rinunciare alla loro presenza. Chi saranno mai? Gramiccioli non ha voluto rivelarlo per non condizionare il voto del 4 marzo. “Lo diremo il giorno dopo”, ha annunciato. Dopo di lui, in tanti a prendere la parola mentre la piazza si gremiva via via di ombrelli colorati e giubbotti arancioni. Ad aprire l’evento Francesca Romana Genovesi, figlia del compianto professore Giuseppe Genovesi, enocrinologo del Policlinico Umberto I, che tanto stava aiutando, grazie al suo prestigio, alle sue conoscenze e alla sua disponibilità, molte famiglie di danneggiati da vaccino che non trovavano alcun conforto medico altrove.

“Lottiamo con forza e umiltà perché il suo impegno non vada perduto, fonderemo un istituto a suo nome – ha assicurato Francesca – per continuare la sua opera”. Tra i medici presenti anche Massimo Montinari, gastroenterologo e pediatra di fama, esperto di autismo e riferimento di tante famiglie di danneggiati; Dario Miedico, radiato per la sua posizione sull’obbligo vaccinale a un anno dalla medaglia d’oro per i 50 anni di carriera conferitagli dello stesso ordine dei medici che ora l’ha espulso; Paolo Gottarelli, chirurgo, altro simbolo della libertà di scelta in una materia così complessa, Jagoda Savic (VaccinareInformati Trentino), che ha messo a punto dopo anni di studio un protocollo con la lista dei prelievi “per esami tossicologici e microbiologici da effettuare nell’ambito delle indagini autoptiche, quando un bambino muore dopo poche ore o giorni da una vaccinazione”, indagini che in Italia non sono di prassi.

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Libera Scelta Calabria

Poi i volti-simbolo del movimento di opposizione all’obbligatorietà vaccinale. Luca Tremante, figlio di Giorgio, scomparso da poco, che di figli ne ha persi due dopo la somministrazione dell’antipolio Sabin, mentre il terzo, Alberto, è invalido al 100%; Nadia Gatti del Condav (Coordinamento nazionale danneggiati), mamma di Silvia, rimasta paralizzata dal Sabin nel 1997, Claudio Simeon, presidente Comilva, rappresentanti delle associazioni organizzatrici: dai Genitori per la Vita al No obbligo Lombardia a VacciPiano Sicilia ai Comitati libera scelta di un po’ tutte le regioni, alla Rete Rav che ha fatto salire sul palco le sue ragazze danneggiate dall’antipapilloma virus, solo per citarne alcune tra le tante.

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Libera scelta Calabria

Ma sono loro, i genitori che chiedono “libertà libertà” in cori dignitosi e senza ormai nemmeno urlare, i grandi protagonisti di questa giornata. Quasi tutti genitori di bimbi danneggiati dalle vaccinazioni quelli che salgono sul palco. Valentina, mamma di Christian cresciuto sanissimo fino a cinque anni e mezzo ed entrato nel tunnel dei disturbi dello sviluppo dopo aver effettuato il richiamo dell’esavalente più mpr. Barbara del Comitato libera scelta Calabria, mamma di Giulia, anche lei cambiata irreversibilmente dopo la trivalente a 16 mesi (video sopra).

Qualcuno di loro invece i figli li ha persi. La mamma di Serena. I genitori di Emiliano. Il papà di Giada. In tanti ricordano la relazione finale della commissione parlamentare sull’uranio impoverito che punta il dito direttamente sul legame tra vaccini e patologie mortali dei militari, raccomandando un limite di cinque alle vaccinazioni multiple, esami pre e post vaccinali, vaccini monocomponenti. Indicazioni per i militari che sembrano stridere – spiegano i relatori – con l’assenza di queste cautele nei confronti dei bambini.”  Per tutti conclude Sauro Scapeccio (Genitori per la vita). “Non siamo no vax. Abbiamo vaccinato anche con i facoltativi, con l’idea di proteggere i figli e senso di responsabilità verso la comunità. Poi è successo quello che è successo e chi s’è visto s’è visto. Siamo scomparsi. Ma invece esistiamo! Siamo qui più forti che mai”, ha sottolineato Scarpeccio, papà di un bambino danneggiato, lanciando un invito alla marea arancione: “Voi che avete ancora la possibilità e la libertà di stare con i vostri figli, di andare con loro dove volete e fare con loro quel che amate, riflettete, informatevi e aiutateci a cambiare questa legge”.

Teresa Pittelli

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