Ore di tensione a Soverato: i salesiani annunciano la chiusura della scuola dopo un secolo di attività.

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Da sin.. don Mimmo Madonna, direttore istituto salesiano, don Antonio Carbone, economo ispettoria meridionale, don Tome Mihaj, vice ispettore vicario

“Vigliacchi”. “E’ un fallimento per la comunità”. “Ci sentiamo traditi dai salesiani”. “Non usciremo stasera da qui se non ritirate il provvedimento di chiusura”. Queste solo alcune delle parole forti volate ieri sera nel corso del tesissimo incontro che si è svolto a Soverato, tra centinaia di genitori, docenti e ragazzi ai quali è stata data una sconcertante notizia, nella riunione convocata dai vertici dell’istituto salesiano: la decisione, inoltrata all’ufficio scolastico regionale, di chiudere la scuola, già a partire da settembre. Uno shock per la folla che assiepava il salone don Pilla, folla prima incredula e poi via via emotivamente inferocita. Circa duecento le famiglie coinvolte, considerando anche il personale docente e ata, con bambini della primaria, ragazzini della scuola media e studenti del liceo classico ai quali verrebbero strappati senza preavviso la continuità scolastica e l’ambiente educativo. Ovviamente non senza traumi ed enormi disagi.

Difficile non commuoversi davanti ai ragazzi del liceo che hanno preso la parola, dopo l’annuncio del vice ispettore vicario e dell’economo dell’ispettoria meridionale, padri Tomë Mihaj e Antonio Carbone, arrivati da Napoli a sciorinare numeri e dati che descrivono una grave crisi economica. “Vi prego, lasciatemi finire il ciclo scolastico nel mio liceo, con la mia professoressa di greco, dove dovremo andare l’anno venturo a fare l’esame di maturità?”, ha chiesto tra le lacrime Sofia Franchini, 17 anni. Tanti i presenti intervenuti a ricordare agli ispettori cosa rappresenti a livello culturale, educativo e sociale la scuola salesiana, con un glorioso e storico liceo tuttora ai vertici delle classifiche nazionali sui migliori licei regione per regione.

Numerosi gli ex allievi che hanno parlato in veste di genitori, insieme ai molti che pur non avendo frequentato l’istituto salesiano ne avevano abbracciato con entusiasmo valori e formazione per i loro figli. Da Elisa Ligato, figlia di Antonio Ligato, storico e compianto professore di latino e greco e primo preside laico, che ha sottolineato come “anche la più becera delle aziende improntate al profitto avverte i lavoratori e gli utenti avviando una vertenza, prima di una chiusura”, a Francesco Manti: “Don Bosco ci ha insegnato che proprio nei momenti di difficoltà bisogna combattere e andare avanti, voi invece ci state mettendo con le spalle al muro: rischiate di finire su tutti i giornali nazionali – ha osservato – perché sarebbe un caso unico un liceo che chiuda da un giorno all’altro, interrompendo il ciclo scolastico degli allievi”.

Roberta Ussia, presidente Agesc, si è rivolta agli ispettori ricordando “i valori della scuola di don Bosco che avvia alla vita, mentre invece i nostri ragazzi vengono all’improvviso lasciati soli”. Ussia ha consegnato agli ispettori un documento con proposte di rilancio e innovazione che farebbero della scuola un fattore attrattivo per tutto il territorio. Teresa Pittelli ha chiesto chiarezza sul destino dell’istituto, nel caso chiuda la scuola, e sull’esito dell’incontro avuto in mattinata con il sindaco. Molto deciso Pietro Procopio: “Dovete fare retromarcia sul provvedimento, come minimo consentendo ai ragazzi di finire i cicli scolastici, e poi mettere a reddito l’istituto per finanziare la scuola”, ha detto proponendo ai presenti di non uscire dall’aula se non fosse arrivata la conferma del ritiro del provvedimento. Incisivo Vincenzo Arcidiacono: “Noi abbiamo firmato un patto educativo, voi avete preso un impegno giuridico, ma soprattutto etico, ma state venendo meno all’impegno e questo non è spirito salesiano”, ha esclamato tra gli applausi (a seguire i video degli interventi, ndr).

Alle lacrime, alle critiche, alle domande, gli inflessibili ispettori hanno opposto la fredda logica dei numeri, spiegando le ragioni economiche della decisione: costi sempre più alti di gestione, debiti pregressi per centinaia di migliaia di euro, previsioni negative per il futuro, considerando il calo di iscrizioni. Dati che, pur innegabili se presi di per sé, comunque sembrano troppo poco per decretare la fine di un’epoca nel giro di pochissimi giorni, senza che nessuno sapesse niente, senza che genitori, alunni, docenti, società civile e politica fossero coinvolte quando ancora sarebbe stato possibile intervenire in aiuto di un’istituzione così identitaria per la città, il comprensorio, la Calabria intera.

Genitori e docenti si sono già costituiti in comitato e incontreranno domani il sindaco, Daniele Vacca, che ieri in serata è arrivato all’istituto salesiano a sedare gli animi e promettere il suo impegno per trovare una soluzione, alla quale sta lavorando con tutte le forze in campo per poter eventualmente rilevare l’attività scolastica. Intanto i ragazzi del liceo, per bocca del loro portavoce Alessandro Corradini, manifestano “delusione e rabbia” dopo l’esito dell’incontro e annunciano iniziative di protesta già da oggi, per rivendicare il diritto a proseguire gli studi nel loro liceo e la formazione salesiana.

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