Più salute e sicurezza per mamma e bimbo con il parto naturale dopo cesareo (vbac)

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La locandina del Convegno nazionale 2019 Innecesareo

Partorire naturalmente dopo uno o più cesarei ora è più semplice. Dopo anni di pregiudizi infondati, ora anche le più avanzate evidenze scientifiche e le migliori prassi ospedaliere italiane e internazionali certificano un miglior esito nel partorire naturalmente piuttosto che nel ripetere un taglio cesareo, sia in termini di salute che di benessere materno-infantile. Ovviamente a condizione che la gravidanza sia fisiologica e l’assistenza alla partoriente rispettosa e appropriata. E’ questo l’interessantissimo tema al centro del convegno Summit vbac e nascita rispettata 2019, organizzato venerdì 8 e sabato 9 marzo a Roma (Pineta Palace Hotel) da Innecesareo Onlus, la prima associazione italiana che promuove la salute materno infantile prevenendo i cesarei non necessari, promuovendo e supportando il Vbac (acronimo di vaginal birth after cesarean, parto naturale dopo cesareo).

Il convegno, arrivato alla terza edizione, si articolerà in due giornate di lavoro con la partecipazione di relatrici e relatori di pluriennale esperienza, momenti di confronto e dibattito per stimolare la presa di coscienza e arricchire le competenze di quanti, con diversi ruoli, si trovano al fianco delle madri nel percorso di assistenza alla nascita ed in particolare al vbac. Venerdì 8 si terrà il workshop L’arte di stare accanto alle madri proteggendo sé stessi. Bornout e strategie di prevenzione, con Francesca Alberti, presidente Innecesareo. Sabato 9 sarà la volta delle relazioni tra alcuni dei maggiori esperti italiani del settore, sia in campo medico-ostetrico che in campo accademico e legale. Si parlerà, tra l’altro, di vbac, induzione, rottura e deiscenza uterine, istmocele, aspetti psicologici del parto naturale dopo cesareo, diritti delle donne e dei bambini, responsabilità degli operatori sanitari. Il convegno darà diritto a sette crediti formativi per le varie figure professionali coinvolte nella tematica.

Fino a qualche anno fa si riteneva erroneamente che dopo aver subito un taglio cesareo per una donna non fosse più possibile sostenere un parto vaginale, poiché si pensava che l’utero dopo il cesareo non fosse più in grado di sopportare le sollecitazioni meccaniche che comporta il travaglio di parto. Ricerche e studi eseguiti con metodo scientifico nel corso degli anni, però, hanno messo in luce in modo certo e inconfutabile che il VBAC è altamente raccomandabile in quanto più sicuro, per la mamma e il nascituro, rispetto ai rischi di un cesareo ripetuto.

Importanti, al riguardo, le condizioni di rispetto e fisiologia nell’assistenza al parto. Un argomento che sarà affrontato in dettaglio durante il convegno, anche per fare il punto sui protocolli e le prassi degli ospedali italiani, che si presentano a macchia di leopardo. Laddove in alcuni ospedali il vbac è ormai un dato acquisito, anche dopo più cesarei, in altri – soprattutto al Centrosud – la donna che desidera partorire naturalmente può incontrare ancora l’opposizione aprioristica di operatori talvolta poco aggiornati. Risulta inoltre da migliorare in molti contesti, aggiornandolo alle linee guida nazionali, il livello di appropriatezza e assistenza rispettosa delle cure ostetriche durante il travaglio, così come di quelle successive alla nascita.  La donna, libera di muoversi e adeguatamente sostenuta, è in grado di affrontare un travaglio fisiologico con le proprie forze, senza interventi non richiesti come somministrazione di ossitocina o costrizione in posizioni non indicate (come ad esempio quella supina) che possono compromettere l’esito del travaglio in termini di salute e benessere materno-infantile. Il mondo scientifico rispetto a questo argomento ha fatto autocritica perché un’eccessiva e indiscriminata medicalizzazione delle cure ostetriche può portare, come successo in Italia, a un’epidemia di tagli cesarei ingiustificati, già stigmatizzata dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità).

Il percorso verso il VBAC inizia con la presa di coscienza della donna di volere e potere mettersi al centro del proprio parto, assumersi in prima persona le responsabilità delle scelte relative alla gravidanza, acquisire informazioni corrette e aggiornate per non dover delegare ad altri la gestione del proprio corpo. Un percorso di consapevolezza che si intraprende spesso subito dopo il cesareo, ancor prima di pensare a una nuova gravidanza, nel quale Innecesareo si propone di fornire adeguato supporto e counselig, per favorire l’empowerment di tutte le donne.

La Presidente

Francesca Alberti

Le Volontarie

Teresa Pittelli

Ufficio stampa Innecesareo Onlus

www.innecesareo.itconvegnoinnecesareo@gmail.com

 

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