Referendum Soverato, day after: i commenti (e le polemiche) di cittadini e forze politiche

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Foto gioianews.it

Il giorno dopo del mancato raggiungimento del quorum al referendum sulla durata delle concessioni per ricercare ed estrarre idrocarburi nei nostri mari ha il sapore amaro per la quasi totalità dei cittadini-utenti di facebook e twitter, che imprecano contro gli astenuti e diffidano chi non ha votato “dal postare foto patinate del nostro meraviglioso mare”. Segno che la maggioranza silenziosa, quel 65% circa che a Soverato non è andato a votare, e che in media in Calabria è salita al 70-75%, forse è spesso “altrove” rispetto ai sondaggi e le impression da social network. A rompere il coro di delusione, in mattinata, un ottimista comunicato stampa del Pd Soverato. “La partecipazione al voto dei cittadini di Soverato al referendum del 17 aprile che si è rivelata in percentuale di parecchio più alta rispetto ad altri comuni calabresi e rispetto alla media nazionale conferma che la sensibilizzazione da parte delle forze politiche che hanno sostenuto il referendum, fra i quali il circolo del Partito Democratico è stata efficace”, recita il comunicato del Pd, che ricorda di “aver invitato i cittadini al voto aderendo alla campagna per il sì” e ringrazia “i tanti elettori che hanno seguito le nostre indicazioni”. Il Pd promette di impegnarsi “nonostante la mancata abrogazione delle norme di legge oggetto del referendum nel continuare l’azione a tutela dell’ambiente e la sensibilizzazione diretta a chi di dovere affinché metta in campo azioni utili a ridurre al minimo l’impatto ambientale del settore energetico”.

Oltre a Soverato gran parte dei circoli territoriali del partito hanno scelto il sì in contrasto con la posizione di Roma e in sintonia con quella del presidente della Regione Mario Oliverio. Ma la rivendicazione del Pd soveratese non è andata giù a tutti, dal responsabile giovani di Fi Andrea Maellare che ha risposto su facebook mettendone in dubbio l’impegno referendario durante la campagna per il sì, a Daniele Corasaniti, consigliere comunale di Davoli, che rincara sempre sui social replicando al presidente Francesco Severino che “il comunicato stampa del giorno prima non vale come campagna di sensibilizzazione e i votanti non sono i vostri elettori”. Severino ha ribattuto che il lavoro del Pd per il sì era iniziato da tempo. Sul fronte della campagna no triv, a rilasciare ieri sera la sua dichiarazione è stato il consigliere regionale Arturo Bova, grande attivista in questa battaglia, delegato referendario per la Regione Calabria, che ha portato la sua Amaroni a superare il quorum, unico paese in Calabria. “Ben 15 milioni di italiani hanno ribadito il loro appello a fermare le trivelle nelle 12 miglia alla scadenza delle concessioni. L’augurio è che il Governo faccia tesoro di questo appello al fine di dare una virata secca alle politiche energetiche. Dovremo puntare tutto sulle rinnovabili senza esitazione. Sono sicuro che, smaltito lo stress di questi giorni, sapremo sederci tutti a un tavolo per costruire un futuro migliore per le generazioni che verranno. Ne abbiamo il dovere”, ha spiegato Bova ai microfoni Rai. Sulla stessa linea Francesco Rotondo, intervistato ieri sera qui come esponente Comitato no triv del Basso ionio.

A esprimersi per il sì a Soverato sono stati, dati definitivi alla mano, 2571 cittadini, contro 149 che hanno votato no. In tutto i votanti sono stati il 35,93% dei 7616 aventi diritto, con 7 schede bianche e 10 invalidate.

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