Soverato, “passato è Di Battista”. Il “DiBa”, il vuoto politico e quei quasi mille…

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“Passato è Di Battista, odo corvi far festa/ e il benpensante, tornato in su la via , che ripete il suo verso …”
Era da tempo che a Soverato non si riunivano quasi mille persone per “una questione politica”.  Il DiBa ed i meet – up del Movimento Cinque Stelle ci sono riusciti, in una serata in cui un noto locale all’aperto del Lungomare è andato sold-out per ascoltare la “voce dei grillini”. In appoggio al leader nazionale in tour con la sua moto hanno parlato, per riscaldare l’auditorium Nicola Morra, Paolo Parentela, Dalila Nesci, insomma il gotha calabrese di un movimento che spera di diventare, anche grazie a leggi elettorali super pasticciate, forza di governo. Il Popolo è stanco, ha subito e subisce soprusi di varia natura e quando qualcuno ricorda che “in transatlantico si perde il contatto con la realtà e si pensa soltanto a come essere rieletti” esplode in un grido liberatorio: “onestà, onestà, onestà!”

L’oratore principale cavalca l’onda con maestria dimostrando quando sia contorto il politichese, facendo leggere dall’avvocato Silvia Vono un passo dell’art.70 del testo oggetto di referendum: una palude di rinvii a leggi con numeri lunghissimi, articoli, commi, anagrammi. A ben vedere sono le primissime  file, quelle degli ultras, della torcida, a esaltarsi ed essere travolte dall’onda. Interessanti i gruppi più lontani dal palco: persone  attente, evidentemente alla ricerca di nuovi messaggi, ma  già disilluse dal nuovo che avanza di craxiana memoria, dall’italiano didascalico alla Di Pietro, dai “penultimatum” dei Bersani, Dei Civati o addirittura dei Cuperlo.

5 stelleColpisce l’assenza della politica soveratese: un vuoto profondo! Abbiamo accolto Gianna Nannini che ci ha invitati a ”non farci fottere la Calabria”, Fiorella Mannoia che ha elogiato la bellezza della natura, addirittura Salmo, che non ha detto niente… E adesso non salutiamo neppure un quasi quarantenne energico ed entusiasta, apprezzato dal pubblico e capace di evidenziare (magari senza riuscire a risolvere nulla) le tante cose che in quest’Italia non vanno? Non dico un gioiello del Maestro crotonese, ma almeno una stretta di mano e un benvenuto potevano essergli concessi. Gli applausi, il calore, l’entusiasmo hanno accompagnato anche le classiche frasi contro la ‘ndrangheta; con quell’alone di dubbio, quel pensiero costante e subliminale (secondo il quale in fondo non è possibile sconfiggerla) sempre presente e percepibile, anche quando si sparano gli strali dialettici più acuminati per dire no alla criminalità organizzata.

Voteremo, quando e se potremo farlo, pensando ai principi e a i valori, libertà e democrazia, o continueremo a scegliere il “meno peggio”, “l’amico degli amici” (che può sempre essere utile) ? Lasciatemi un briciolo di incertezza considerando il dato storico del 40% di preferenze concesse alla Democrazia Cristiana, al PD  in occasione delle Europee… oppure ai tanti consensi donati alle torbide alleanze DC/PSI/PLI/PRI/PSDI, e a organizzazioni politiche difficilmente collegabili al concetto di Partecipazione Democratica. Resta l’entusiasmo iconoclasta, la bandiera a cinque stelle, l’adrenalina scatenata dall’ebbrezza di essere in tanti e sentirsi forti: una Soverato inedita, movimentista e barricadera, ben diversa da quella consueta, sonnacchiosa, brontolona e rassegnata. In una sola serata abbiamo scoperto di avere un’anima, e non è capitato in occasione di un evento sportivo o di una sagra estiva: ci siamo ritrovati a parlare di politica! 

Personalmente ho riscoperto sensazioni dimenticate : come ascoltare le registrazioni dei comizi di Enrico Berlinguer, o andare a sentire Almirante a Salerno in Piazza della Concordia (Almirante sì, non me ne voglia la mia Direttrice di Sinistra). Ho riscoperto un interesse per la  “polis”, seppellito da anni ed anni di tg di stato, ascoltati ossequiosamente  e utilizzati come farmaci e antidepressivi. Ma adesso che “… passato è Di Battista …” sto valutando di tornare alla  solita vita reale. Decidere, pensare, prendersi responsabilità in prima persona senza delegare, in fondo mi angoscia e mi spaventa. Ciao DiBa.      

Giorgio de Filippis

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