Waterfront, Ippica, spostamento depuratore: il Comune tenta di rimediare agli errori. Ma è corsa contro il tempo

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Annullata la procedura per la riqualificazione del litorale da 2,7 milioni di euro. Si profila una pseudo-soluzione per l’Ippica-gate. 

Il Comune annulla il procedimento che ha ad oggetto il progetto di riqualificazione del litorale, nell’ambito di un pisl regionale attuato con fondi europei per 2,7 milioni di euro. Quel progetto, pur se importante e oggetto delle vanterie di politici e amministratori che ne avevano ottenuto il finanziamento, presenta a quanto pare tante e tali anomalie da far preferire al Comune l’annullamento in autotutela, piuttosto che il rischio ben più alto di revoca dello stanziamento. A confermare la decisione dell’ente è lo stesso commissario straordinario, Salvatore Mottola di Amato, che annuncia anche la presentazione nei prossimi giorni in Comune, con tutta probabilità lunedì, del nuovo progetto preliminare. “Stiamo accelerando le procedure, raddoppiando gli sforzi e interagendo intensamente con la Regione e con la soprintendenza per non perdere comunque il finanziamento”, spiega Mottola di Amato. Secondo le notizie che filtrano dagli uffici comunali, tra le irregolarità più vistose ci sarebbero la mancanza dei pareri, in particolare di quello paesaggistico ambientale, sul progetto preliminare. Progetto che non era quindi mai stato verificato e validato. Resta ora da vedere se sarà possibile per l’ente salvare il finanziamento, anche in vista del futuro porto turistico, e accedere a una proroga rispetto alla scadenza del 31 dicembre prossimo, fissata dalla Regione per ultimare le operazioni.

E sempre in tema di area portuale, un’altra gatta da pelare sembra affacciarsi all’orizzonte dell’ufficio tecnico di Soverato. A quanto risulta, infatti, l’area scelta per la nuova collocazione del depuratore – che sarà spostato dall’attuale ubicazione di località Corvo in zona Santa Tecla a Satriano – sarebbe pericolosamente vicina alle sorgenti sotterranee di acqua potabile del fiume Ancinale. E già alcuni cittadini lanciano l’allarme su un alto rischio di inquinamento della falda acquifera. E quindi dell’acqua che arriverà nelle case dei cittadini del comprensorio.

Sempre in tema di ambiente, territorio e disastri, la “soluzione” che si profila per il manufatto in cemento armato sorto in pineta marittima, nell’ambito della riqualificazione del campo di calcio “Ippica”, sembra che sia una sorta di “sanatoria”. Da un’interlocuzione che sarebbe stata conclusa positivamente con la soprintendenza ai beni paesaggistici e ambientali, infatti, sarebbe scaturita la decisione del Comune di mitigare l’impatto della struttura con vegetazione e file di alberi. Questo quanto riportano fonti comunali, in attesa del parere ufficiale al termine dell’accertamento paesaggistico. Una soluzione che non soddisferà ambientalisti e cittadini che avevano chiesto la demolizione di quello che in tanti non hanno esitato a definire uno “scempio” in piena pineta. E una soluzione che lascia comunque ancora in forse i dubbi sulle irregolarità edilizie e sull’eventualità di perdere comunque il finanziamento.