Soverato, differenziata porta a porta: piccole perplessità sulla distribuzione kit (e non solo).

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Prima sorpresa: non ci sono i mastelli dell’umido. Già da mercoledì scorso gli utenti in fila al Comune per ritirare i kit per la differenziata hanno scoperto che i bidoncini marroni erano già finiti. E che bisogna tornare lunedì per il ritiro. Non proprio piacevole da sentirsi dire soprattutto per gli anziani cittadini che diligentemente hanno seguito le lunghe file di questi giorni per ottenere i bidoncini, o per gli indaffarati giovani e meno giovani alle prese con lavoro e famiglie da seguire. Ci si chiede inoltre come abbiano fatto a finire questi mastelli, se erano stati ordinati nelle giuste quantità (e si ricorda pagati dal Comune, cioè dai cittadini, con una spesa extra di circa 40 mila euro rispetto a quella già corrisposta da contratto alla ditta Mea Manna di Foggia, incaricata del servizio).

E vabbè. Seconda sorpresa: se le buste per l’organico, a differenza dei bidoncini, sono invece puntualmente in distribuzione, non si può dire altrettanto per la plastica e il multimateriale, da un lato, e per metterci l’indifferenziata dall’altro, che secondo quanto comunicato dai facilitatori del Comune agli utenti non sono in distribuzione fino al prossimo anno (sic!) e occorrerà quindi procurarsele al supermercato (o mercatino). Una circostanza non proprio a favore di cittadino, dal momento che le buste si suppone debbano essere biodegradabili e biocompostabili e anche se pochi centesimi rappresentano comunque un piccolo costo per l’utenza, mentre solitamente le buste sono fornite dalla ditta, anche per una questione di riconoscibilità e omogeneità del rifiuto differenziato per tipologia.

Se a tutto questo si aggiungono le perplessità, un po’ più importanti, già espresse sulla questione “oneri di sicurezza”, pretesi dalla Mea per oltre 400 mila euro totali e che il Comune da un lato dichiara non dovuti ma dall’altro reinserisce nel quadro economico della rimodulazione, il disegno d’insieme lascia un po’ dubbiosi sul favore per il cittadino e per il Comune dell’intera operazione. Anche perché a fronte di tutto questo nel verbale di accordo firmato dal Comune, dal direttore esecutivo del contratto Nicola Gioffrè e dalla ditta – non reso pubblico ma esplicitato dal consigliere Giulio Moraca al consiglio comunale del 13 aprile scorso – la Mea si riserverebbe di diminuire lo spazzamento delle strade (compresa la pulizia dell’area mercato?) in caso di maggiori oneri derivanti dal contratto.

Teresa Pittelli

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