Davoli, ecco come risponde il sindaco “diffidato” sulle quote rosa

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Il sindaco di Davoli, Giuseppe Papaleo, risponde alla diffida della consigliera regionale di parità, Maria Stella Ciarletta, sul mancato rispetto della parità di genere nella composizione della sua giunta. “Occorre lo svolgimento da parte del sindaco di una preventiva e necessaria attività istruttoria per acquisire la disponibilità allo svolgimento delle funzioni assessorili da parte di persone di entrambi i generi. Laddove non sia possibile occorre un’adeguata motivazione sulle ragioni della mancata applicazione del principio di parti opportunità”. Papaleo cita proprio questo stralcio della circolare del ministero dell’interno del 24 aprile 2014 sulla “rappresentanza di genere” per replicalare alla Ciarletta. “Ho formato la giunta con la presenza di tre uomini e una donna in quanto – pur avendo attivato tutte le procedure richieste dalla circolare – è risultato oggettivamente impossibile varare un esecutivo che rispettasse la parità di genere”. Papaleo ricorda a Ciarletta di essersi “adoperato per osservare le quote previste dalla normativa Delrio, rivolgendo l’attenzione alle cinque donne (delle quali tre elette in consiglio comunale) che facevano parte della sua lista: di loro solo una – sottolinea Papaleo – ha espresso la disponibilità a ricoprire l’incarico di assessore”.

Il sindaco ha anche provato a rivolgersi all’esterno, interpellando alcune donne che avevano i requisiti di eleggibilità e compatibilità a ricoprire la carica di assessore. “Ma anche questo tentativo non ha prodotto risultati positivi”, spiega Papaleo, ricordando l’obbligo di convocare il consiglio comunale entro dieci giorni dalla proclamazione e di farlo svolgere entro i successivi dieci giorni. “L’attività istruttoria è stata limitata a quest’arco temporale, al fine di non incorrere nella più grave sanzione di nomina di una commissario ad acta da parte dell’autorità competente – ha osservato il primo cittadino – che avrebbe determinato lo scioglimento del consiglio”. Papaleo ha citato la sentenza del Consiglio di Stato del 24 luglio 2014 e la sospensiva concessa al Comune di Montalto Uffugo in relazione alla sentenza del Tar su un caso simile: nella prima fattispecie “il sindaco – si legge nel dispositivo – deve dare conto, per motivi obiettivi, di essere stato impossibilitato a garantire l’effettività parità di genere”. Papaleo comunque assicura che si adopererà con ulteriore attività istruttoria “per reperire un’ulteriore figura femminile, che abbia la competenza e la professionalità per ricoprire l’incarico di assessore”.

 

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