Una vita fa quella ragazza sdraiata al sole ero io! (modalità #mammaalmare)

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bimbomare

“Esci dall’acqua!”. “Avvicinati a riva!”.”Non toglierti i braccioli!”. Com’è che fino a ieri ero io quella ragazza distesa al sole unta di olio Johnson e oggi sono questa? Questa che urla, con gli occhi stroboscopici perché una figlia è di qua e l’altra – puntualmente – di là.

Lei, l’altra me, la signorina distesa sul lettino, è nella stessa posizione da ore, beata lei. Nel frattempo io sono già entrata e uscita dal mare rincorrendo le mie figlie tre volte. Abbiamo fatto merenda, cambiato il costume, tentato un castello di sabbia, dibattuto e chiarito che mangiare due gelati al giorno non è opportuno e lei ancora lì immobile, sensibile solo al bip dei messaggi del telefonino.

Com’era rilassarsi al sole? E chi se lo ricorda. E prepararsi per uscire non prima di mezzanotte, non avere sonno fino all’alba e poi svegliarsi al tramonto? Nella mia vita precedente erano cose normali, d’estate, e di solito ci ripenso sorridendo e senza malinconia. Ma oggi, sarà la stanchezza o saranno i quarant’anni, vorrei schioccare le dita ed essere di nuovo io quella senza orari e senza responsabilità. Solo per un giorno. Con pensieri liberi e disinibiti, che so.. dove vado stasera, che mi metto, mi lascerà i segni dell’abbronzatura questo costume. “Mamma, posso nuotare senza braccioli? Eh mamma? Posso togliermeli i braccioli?”.

E va bene. No, non dico per i braccioli. Va bene così, che ogni pezzo della vita ha le sue gioie e non sono interscambiabili, non si possono barattare. Oggi non avrebbe quello stesso sapore, semplicemente perché non sono più quella ragazza distesa al sole. E a pensarci bene, fa veramente troppo caldo per friggere nell’olio Johnson.

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